Approfondimento 2

Approfondimento 2

Messaggioda eco_admin » 13/08/2014, 20:58

Approfondimento 2

Poiché il Codice Deontologico dovrebbe essere tenuto distinto dalle conclusioni tecnico-giuridiche-scientifiche del Tribunale, ogni medico dovrebbe evidenziare le ventisette incongruità deontologiche della relazione qui di seguito riportata (inventata) ed eventualmente criticarle. In altre parole, il fatto che tale relazione tratti un bambino e di una patologia urologica deve essere posto in secondo piano rispetto alla ricerca delle incongruità deontologiche.


Dott. Ni. P.
Medico Chirurgo
Specialista in Gastroenterologia
Consulente C.M.S.R. di RST
Via F. Baracca 38 Castelli sul Mare (RST)
Relazione peritale su N.

Il piccolo N. è affetto da una malformazione congenita complessa, l’estrofia vescicale e peniena, per cui è assente la parete anteriore della vescica e del pene.
La malformazione è apprezzabile ecograficamente in epoca precoce.
La madre del piccolo N. si è sottoposta a vari e ripetuti esami ecografici. In particolare, nell’esame ecografico del 5.8.2008 effettuato alla 24ma settimana di amenorrea presso il Centro Diagnostico P nel quale veniva effettuata una valutazione morfologica del feto con evidenza di vescica in sede e regolarmente distesa. Ciò contrasta apertamente con il fatto che la vescica ed il pene, semplicemente, non ci sono. Ma c’è di più: lo studio ecografico della vescica è essenziale per la visualizzazione dell’organo stesso ma anche per avere notizie sul regolare funzionamento del sistema emuntorio renale.
È prassi consolidata, infatti, quella di visualizzare la vescica ma anche di attendere che la stessa si vuoti , cosa che accade in un tempo che varia da 10 minuti a circa 1 ora. È evidente che tale studio non è stato effettuato.
Un ulteriore esame ecografico, effettuato in data 10.10.2008 presso lo Studio T., evidenziava: “la normale rappresentazione della colonna vertebrale e degli organi addominali”.
In conclusione, gli esami ecografici appaiono insufficienti da un punto di vista diagnostico ed effettuati in modo superficiale, sì da non consentire una corretta diagnosi della malformazione.


RST 8.3.2009


L’Avvocato affermò che il bambino era affetto dalla mancanza dell’apparato urogenitale e la madre ha continuato una gravidanza che doveva essere interrotta.


Art. 62 - Attività medico-legale –

L’esercizio dell’attività medico legale è fondato sulla correttezza morale e sulla consapevolezza delle responsabilità etico - giuridiche e deontologiche che ne derivano e deve rifuggire da indebite suggestioni di ordine extratecnico e da ogni sorta di influenza e condizionamento.
L’accettazione di un incarico deve essere subordinata alla sussistenza di un’adeguata competenza medico-legale e scientifica in modo da soddisfare le esigenze giuridiche attinenti al caso in esame, nel rispetto dei diritti della persona e delle norme del Codice di Deontologia Medica e preferibilmente supportata dalla relativa iscrizione allo specifico albo professionale.
In casi di particolare complessità clinica ed in ambito di responsabilità professionale, è doveroso che il medico legale richieda l’associazione con un collega di comprovata esperienza e competenza nella disciplina coinvolta …
La consulenza di parte deve tendere unicamente a interpretare le evidenze scientifiche disponibili pur nell’ottica dei patrocinati nel rispetto della oggettività e della dialettica scientifica nonché della prudenza nella valutazione relativa alla condotta dei soggetti coinvolti.
L’espletamento di prestazioni medico-legali non conformi alle disposizioni di cui ai commi precedenti costituisce, oltre che illecito sanzionato da norme di legge, una condotta lesiva del decoro professionale.

Nuovo art. 62 - Attività medico-legale –

L’attività medico-legale, qualunque sia la posizione di garanzia nella quale viene esercitata, deve evitare situazioni di conflitto di interesse ed è subordinata all’effettivo possesso delle specifiche competenze richieste dal caso. L’attività medico-legale viene svolta nel rispetto del Codice, la funzione di consulente tecnico e di perito non esime il medico dal rispetto dei principi deontologici che ispirano la buona pratica professionale, essendo in ogni caso riservata al giudice la valutazione del merito della perizia. Il medico legale, nei casi di responsabilità medica, si avvale di un collega specialista di comprovata competenza nella disciplina interessata; in analoghe circostanze, il medico si avvale di un medico legale. Il medico, nel rispetto dell’ordinamento, non può svolgere attività medico-legali quale consulente d’ufficio e o di controparte nei casi nei quali sia intervenuto personalmente per ragioni di assistenza, di cura o a qualunque altro titolo, né nel caso in cui intrattenga un rapporto di lavoro di qualunque natura giuridica con la struttura sanitaria coinvolta nella controversia giudiziaria.
Il medico consulente di parte assume le evidenze scientifiche disponibili interpretandole nel rispetto dell’oggettività del caso in esame e di un confronto scientifico rigoroso e fondato, fornendo parerti ispirati alla prudente valutazione della condotta dei soggetto coinvolti.


Art. 58 - Rispetto reciproco –

Il rapporto tra medici deve ispirarsi ai principi di corretta solidarietà, di reciproco rispetto e di considerazione della attività professionale di ognuno …
Il medico deve essere solidale nei confronti dei colleghi risultati essere ingiustamente accusati.


Nuovo art. 58 - Rapporti tra colleghi –

Il medico impronta il rapporto con i colleghi ai principi di solidarietà e collaborazione e al reciproco rispetto delle competenze tecniche, funzionali ed economiche, nonché delle correlate autonomie e responsabilità. Il medico affronta eventuali contrasti con i colleghi nel rispetto reciproco e salvaguarda il miglio interesse della persona assistita, ove coinvolta. Il medico, in caso di errore professionale di un collega, evita comportamenti denigratori e colpevolizzanti.

Incongruità deontologiche presenti nella perizia

Dall’intestazione della relazione non appare evidente l’”adeguata competenza medico-legale e scientifica necessaria per soddisfare le esigenze giuridiche attinenti al caso in esame” -1-. Nell’intestazione, infatti, vi sono lettere puntate non comprensibili, manca il timbro e la firma è illeggibile.

Il professionista è Gastroenterologo e la materia in esame riguarda una patologia urologica in un bambino. Il caso in esame è complesso (malformazione congenita complessa come da relazione peritale) ed “in ambito di responsabilità professionale è doveroso che il medico legale richieda l’associazione con un collega di comprovata esperienza e competenza nella disciplina coinvolta” -2-.

Il Consulente ha affermato:

a) La malformazione è apprezzabile ecograficamente in epoca precoce.
Tale affermazione non è accompagnata da dati scientifici accreditati e pertanto appare riconducibile ad un parere personale. Si contesta il fatto che “la consulenza di parte deve tendere unicamente ad interpretare le evidenze scientifiche disponibili -3- pur nell’ottica dei patrocinati, nel rispetto della oggettività (assente, evidentemente, se non in relazione con dati bibliografici) -4- e della dialettica
scientifica”. Si contesta al Consulente il mancato “rispetto” -5- e soprattutto la “mancata considerazione della attività professionale del Collega” -6- nonché l’assenza di “prudenza nella valutazione relativa alla condotta dei soggetti coinvolti” -7-.

b) Il che contrasta apertamente con il fatto che la vescica, semplicemente, non c’è.
Per questa affermazione, priva di bibliografia, si contesta al Consulente il mancato “rispetto e la mancata considerazione della attività professionale del Collega” -8-. Poiché la vescica esiste e non è assente (si tratta di malformazione congenita complessa, come da perizia) si contesta al Consulente anche l’uso di “indebite suggestioni di ordine extratecnico” -9- , il fatto che la “consulenza di parte deve tendere unicamente a interpretare le evidenze scientifiche disponibili” -10- nonché l’assenza di “prudenza nella valutazione relativa alla condotta del collega” -11-.

c) È prassi consolidata, infatti, quella di visualizzare la vescica ma anche di attendere che la stessa si vuoti, cosa che accade in un tempo che varia da 10 minuti a circa 1 ora. È evidente che tale studio non è stato effettuato.

Per questa affermazione, non accompagnata da dati scientifici accreditati e di evidenze metodologicamente fondate, si contesta al Consulente il fatto che la “consulenza di parte deve tendere unicamente a interpretare le evidenze scientifiche disponibili” -12- nonché l’assenza di “prudenza nella valutazione relativa alla condotta del collega” -13-, il mancato “rispetto” -14- e la mancata “considerazione della attività professionale del Collega” -15-. Si contesta al Consulente l’uso del termine “evidente” in assenza di dati bibliografici. Tale condizione potrebbe configurare un’”indebita suggestione di ordine extratecnico” -16-.

d) gli esami ecografici appaiono insufficienti da un punto di vista diagnostico ed effettuati in modo superficiale, sì da non consentire una corretta diagnosi della malformazione.

Con questa affermazione il Consulente assume le vesti di giudice mentre la “consulenza di parte deve tendere unicamente a interpretare le evidenze scientifiche disponibili” -17-. L’assenza di dati scientifici accreditati e di evidenze metodologicamente corrette rendono la consulenza un parere senza rispetto dell’”oggettività e della dialettica scientifica” -18-. Si contesta al Consulente l’uso del termine “insufficiente da un punto di vista diagnostico” in assenza di dati bibliografici nella sua relazione. Tale condizione potrebbe rientrare nel concetto di ”indebita suggestione di ordine extratecnico” -19-, nella “mancata considerazione della attività professionale del Collega” -20- nonché nell'assenza di “prudenza nella valutazione relativa alla condotta dei soggetti coinvolti” -21-. Si contesta al Consulente l’uso del termine “superficiale” riguardo l’effettuazione degli esami ecografici poiché tale affermazione è il risultato di un parere in assenza di dati bibliografici. Anche tale condizione potrebbe rientrare nel concetto di ”indebita suggestione di ordine extratecnico” -22-, nella “mancata considerazione della
attività professionale del Collega” -23- e nell'assenza di “prudenza nella valutazione relativa alla condotta dei soggetti coinvolti” -24-.

Nella relazione è assente il parere di un ostetrico, di un chirurgo urologo infantile, di un esperto in ecografia ostetrica. Ovvero è assente la “doverosa associazione con un collega di manifesta e provata esperienza e competenza nella disciplina coinvolta”. Si contesta al Consulente la mancata “prudenza nella valutazione relativa alla condotta dei Colleghi” visto che la malformazione in esame è complessa (come da relazione ed anche rara: 16 casi l’anno) -25-.

L’Avvocato di parte attrice affermò che il bambino era affetto dalla mancanza dell’apparato urogenitale.

Si richiede al Consulente di prendere posizione riguardo tale frase palesemente errata, nell’ambito di quella “correttezza morale che fonda l’esercizio dell’attività medico legale” -26-. Il bambino, infatti, vive con la sua vescica ed il suo apparato urogenitale.
Si contesterà al Consulente, nei tempi idonei, l’eventuale assenza di “solidarietà”.

L’Avvocato di parte ha affermato che la madre ha continuato una gravidanza che doveva essere interrotta.

Si richiede al Consulente di prendere posizione riguardo tale frase eticamente disdicevole nell'ambito di quella “correttezza morale che fonda l’esercizio dell’attività medico legale” -27-. Le ecografie erano state eseguite in un’epoca gestazionale fuori della legge 194 ovvero in un’epoca in cui il medico ha l’obbligo di difendere la gravidanza (l’ecografia con flussimetria è stata eseguita alla 32ma settimana). L’interruzione della gravidanza, al di fuori dei casi previsti alla legge, costituisce grave infrazione deontologica (art. 43 C.D.). Si contesterà al Consulente, nei tempi idonei, l’eventuale assenza di “solidarietà”.
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