Medicina Difensiva. Discussione n 1; i nostri clienti

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Medicina Difensiva. Discussione n 1; i nostri clienti

Messaggioda eco_admin » 25/08/2015, 21:47

Premessa

“La medicina difensiva è conseguenza della rottura dell’argine alla contenziosità che il legislatore aveva posto nell'art. 3, lett. g, D. Lgs. C.P.S. del 13 settembre 1946, n. 233 per la ricostituzione degli Ordini delle professioni sanitarie e per la disciplina dell'esercizio delle professioni stesse”.
“La Medicina difensiva si concluderà con l’applicazione dei sensi del decreto del 1946”. Clicca qui.
Da ciò la nostra proposta di “revisione deontologica delle decine di migliaia di cause medico-legali vinte da medico - perse dal paziente-cliente o concluse con la compensazione delle spese di lite” ed il controllo deontologico del comportamento sia del consulente sia delle lettere-citazioni dell’avvocato partendo dal puntello della sentenza (soprattutto ma non solo, vedi anche clienti f e g).

I nostri clienti-sostenitori sono rappresentati dal:

a) medico che ha vinto la causa e che vuole rifarsi nei confronti dei consulenti avversi deontologicamente scorretti;
b) medico che ha vinto la causa e che vuole rifarsi nei confronti dell’avvocato di parte attrice deontologicamente scorretto;
c) paziente che ha perso la causa e che vuole rifarsi nei confronti dei propri consulenti deontologicamente scorretti;
d) paziente che ha perso la causa e che vuole rifarsi nei confronti del proprio avvocato deontologicamente scorretto.

Si tratta di un numero impressionante di clienti-sostenitori visto che stiamo parlando di migliaia di cause medico-legali ma anche dal fatto che:
le cause frivole ed inutili sono “in percentuale molto rilevante” (Procuratore capo Nordio) e non dovrebbe essere difficile dimostrare in esse incongruità deontologiche sia nelle citazioni dell’avvocato, sia nelle perizie;
vi è l’orrenda abitudine di chiamare in causa il più alto numero di medici pur se la loro attività è stata marginale nel procedimento sanitario (condizione da cui potrebbero nascere dubbi deontologici vista l’eccessiva ricerca di litigiosità);
sembra consolidata l’abitudine di chiamare in causa anche gli studi medici in cui prestano servizio i medici chiamati in causa e pertanto anche
e) tali studi potrebbero utilizzare la lettera con richiesta di interposizione all’Ordine professionale nei confronti del consulente-avvocato scorretti.

Tra i nostri clienti-sostenitori si annoverano anche:

f) il medico che riceve la lettera dell’avvocato, lettera preliminare alla mediazione obbligatoria.

Le “libertà espressive” dell’avvocato riguardanti la patologia e l’anatomia umana, foriere di critiche deontologiche, andrebbero contestate a tutti i consulenti di parte (compreso lo psichiatra …). Ad essi, infatti, viene richiesta, tra l’altro: la “correttezza morale che fonda l’esercizio dell’attività medico legale” dell’art. 62 C.D., “la solidarietà e la collaborazione con i colleghi” dell’art. 58 C.D.

g) il medico durante il periodo della mediazione obbligatoria.

I medici, durante la mediazione, esigono risposte riguardo le incongruità deontologiche presenti nella lettera dell’avvocato. In assenza di risposte, i consulenti di parte potrebbero essere chiamati a giudizio per comportamento antigiuridico in riferimento, ad esempio, all'obbligo di “rispetto reciproco” previsto dall'art. 58 del C.D.


Discussione numero 1

in che modo trasformare i nostri potenziali clienti-sostenitori in realtà?

Da sempre ci siamo proposti di coinvolgere il medico e gli studi medici (se chiamati in causa) e, successivamente, coinvolgere i pazienti che hanno intrapreso la causa e poi l’hanno persa.

“È di suprema importanza sconvolgere la strategia del nemico. In secondo luogo spezzare le sue alleanze. In terzo luogo attaccare il suo esercito”. Sun Tsu (l’arte della guerra 700 A.C.)

Con la revisione e controllo deontologico permanenti delle cause medico-legali si può “sconvolgere la strategia del nemico” visto che si espone il consulente e l’avvocato scorretti a problematiche disciplinari e finanziarie. Le alleanze del nemico si “spezzeranno” per l’inevitabile ed involontaria coalizione tra medici e pazienti nei confronti dei consulenti ed avvocati scorretti.

“In terzo luogo attaccare il suo esercito”.
Appare, innanzitutto, utile modificare quella diffusa sensazione per cui denunce=malasanità mentre il 70% delle cause civili vinte dal medico ed il 90% delle cause penali vinte dal medico dimostrano il contrario, rendendo manifesta la logica mercantile che è alla base dell'eccesso di denunce e la possibilità che il paziente sia stato malconsigliato.
Si tratta di
incrementare gli studi di avvocati associati per diffondere una nuova cultura “vecchia” di settanta anni e che prevede il controllo deontologico “tra sanitario e sanitario, tra sanitario ed enti, tra sanitario e persone” (decreto del 1946);
diffondere tra i medici il decreto del 1946.

Cambiare la cultura vigente, assai negativa nei confronti della sanità, significa non solo incrementare il lavoro dei nostri associati (grazie alla sensibilizzazione dei medici e dei pazienti) ma anche svolgere un impegno civile facendo risparmiare alla società quei danni derivanti dall'eccesso della contenziosità.

medicinadifensiva.com è un sito nato per riunire avvocati e medici.

La revisione deontologica delle cause medico-legali vinte dal medico – perse dal paziente o concluse con la compensazione delle spese di lite rappresenta il nuovo business particolarmente interessante per i giovani avvocati.
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