La ricetta Fiaso per arginare la medicina difensiva

La ricetta Fiaso per arginare la medicina difensiva

Messaggioda eco_admin » 03/09/2014, 20:29

3.9.2014


La ricetta F.I.A.S.O. (Federazione Italiana Aziente Sanitarie Ospedaliere) per arginare contenzioso clinico e medicina difensiva si concreta in una copertura assicurativa obbligatoria per ASL e Ospedali tramite compagnia assicurative e fondi regionali di “autoassicurazione”; Azione disciplinare obbligatoria in caso di colpa grave del personale sanitario; Rapida approvazione delle tabelle ministeriali per la quantificazione del risarcimento danni derivanti dall’attività sanitaria; “manleva” da parte delle strutture sanitarie del proprio personale in relazione a eventuali condanne emesse per fatti illeciti. Il tutto facendo salvo il diritto di regresso dell’azienda sanitaria nei confronti del personale con sentenza passata in giudicato per dolo e colpa grave e, non da ultimo, colmando la lacuna normativa che non mette paletti alla responsabilità civile e penale del professionista sanitario.


Con una facile ricerca su Google, ci si rende conto come i codici etici delle Direzioni Sanitarie siano puntigliosi e ben strutturati. Le Direzioni Sanitarie, con i loro medici legali ed i loro avvocati, li usano nei confronti dei dipendenti con l’evidente scopo di arginare il malcostume. Sembra, però, che le stesse Direzioni Sanitarie non applichino il controllo deontologico delle pratiche medico-legali a loro avverse con richiesta di interposizione all’Ordine professionale.
Viene spontaneo ritenere che, se divenisse prassi il controllo deontologico delle pratiche medico-legali, anche il controllore-medico legale, prima o poi, potrebbe subire tali controlli, ad esempio durante l’attività privata.
Subirà controlli anche l’avvocato della Direzione Sanitaria poiché i propri consulenti potrebbero essere chiamati a rispondere, deontologicamente parlando, delle incongruità deontologiche eventualmente presenti nella sua citazione (art. 62 e 58 del Codice Deontologico).
E quante “libertà espressive” sono presenti nelle citazioni dell’avvocato!

Il controllo deontologico permanente o, meglio, la revisione deontologica delle pratiche medico legali attuali e passate potrebbe comportare la riduzione in breve tempo delle pratiche frivole (assai frequenti secondo il procuratore Nordio), ricche di problematiche deontologiche. La fuga dalle pratiche frivole da parte dei consulenti avverrebbe per il fatto che il rifiuto a rispondere alle incongruità deontologiche potrebbe comportare contestazioni quali il mancato e doveroso impiego della diligenza ed il sospetto di dolo (con conseguenti difficili coperture assicurative).
Conseguentemente alla riduzione delle cause si potrebbe ritenere che i controllori delle Direzioni Sanitarie non hanno eseguito il controllo deontologico delle pratiche avverse per non essere a loro volta sotto il mirino dei controlli e, soprattutto, che le stesse Direzioni Sanitarie hanno responsabilità riguardo la Medicina Difensiva.
Per contrappasso, seguendo la “ricetta FIASO”, si dovrebbe pensare ad un’azione disciplinare obbligatoria nei riguardi dei componenti delle Direzioni Sanitarie e quantificazione del risarcimento danni derivanti dalla loro attività sanitaria degli ultimi decenni. Il tutto facendo salvo il diritto di regresso dell’azienda sanitaria nei loro confronti, cercando di colmare, se necessario, tutte la lacune normative attualmente presenti.

Riguardo le necessarie coperture assicurative obbligatorie per Asl e Ospedali tramite compagnie assicurative e Fondi regionali di “autoassicurazione” descritte nella “ricetta FIASO”, vorrei ricordare che la Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori medici ha affermato che il settore è sostanzialmente in mano a dodici compagnie ma che una di esse è già fallita. Tralasciando le problematiche dei numerosi dipendenti di questa compagnia, molte Asl erano coperte dalle sue polizze! La FIASO non ritiene opportuno considerare, evidentemente, che altre compagnie, soprattutto minori, possano fallire in un breve futuro.

La Commissione Parlamentare auspica, a chi ha avuto funzioni aziendali, di poter dedicarsi “permanentemente” al controllo ed alla gestione del rischio clinico (...) Nelle centosettanta pagine della relazione di tale Commissione è assente il termine “deontologico” eppure molti suoi esponenti sono stati alti dirigenti dell'Ordine dei Medici.
Nella legge istituiva della FNOMECeO del 1946, il legislatore parlava chiaramente di controversie in medicina ed aveva posto l’argine della contenziosità nel controllo deontologico tra medici.
Settant’anni fa.
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