Medicina Difensiva. Armi di distrazione in ginecologia

Medicina Difensiva. Armi di distrazione in ginecologia

Messaggioda eco_admin » 18/01/2015, 22:48

Armi di distrazione in ginecologia

Ogni anno oltre 34.000 cause legali vengono promosse contro i medici, ha sottolineato il Segretario Nazionale Antonio Chiantera al Congresso di Caserta dell’Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani Aogoi. Ed ha ricordato che “la legge dell’onorevole Benedetto Fucci deve essere approvata al più presto e il testo non dovrà essere stravolto durante il dibattito parlamentare. Il nostro auspicio è che, una volta entrata in vigore, possa davvero porre fine al problema del contenzioso medico legale e risanare i rapporti tra medici, cittadini e istituzioni … La legge propone di spostare la responsabilità dal singolo medico alla struttura sanitaria nella quale lavora. Un altro provvedimento non più rinviabile è la creazione di un Osservatorio Nazionale che effettui un monitoraggio sui rischi ed eventi avversi in campo sanitario. Infine è necessario ridurre i tempi di prescrizione dell'azione di risarcimento che adesso arrivano a dieci anni”.

Visti i risultati
dell’onorevole Balduzzi
dell’onorevole Vargiu e l’intera Commissione Parlamentare sull’errore in sanità
dell’onorevole Romano
dell’attuale ministro Lorenzin che ha promesso più volte di risolvere il problema
avevamo bisogno di un nuovo Salvatore; qui sibi nomen imposuit onorevole Benedetto Fucci di Forza Italia.

Aspettando Godot (la legge dell’onorevole Fucci è ancora in discussione a Montecitorio), muniamoci di calcolatrice.
Considerando che
a) ad ogni causa legale sono presenti 3-5 perizie, alle 34.000 cause legali corrispondono 136.000 perizie;
b) l’80% delle cause sono vinte dal medico chiamato in causa, 108.000 perizie fanno parte di quelle cause con sentenza favorevole al medico;
c) le cause frivole sono molto numerose secondo il Procuratore Nordio ed esse, come è noto, sono ricche di problematiche deontologiche,
possiamo affermare che le consulenze da sottoporre alla nostra proposta sono diverse decine di migliaia.
La nostra proposta è la revisione deontologica delle pratiche medico legali.

La revisione deontologica sarà eseguita in ottemperanza del decreto del 1946 ed ha lo scopo di arginare la contenziosità riducendo le cause frivole e le consulenze deontologicamente scorrette. La nostra proposta potrebbe far emergere la mancata, doverosa diligenza del consulente deontologicamente scorretto e, purtroppo, potrebbe comportare anche il sospetto di dolo nei confronti di tale figura professionale (con rischio di copertura assicurativa).

È intuitivo comprendere che si tratta di un’incredibile opportunità di lavoro per Avvocati anche giovani.

Con le armi di distrazione si vuol far credere che l’attuale situazione di “patologia delle controversie” si possa governare come se fosse caratterizzata da “fisiologica contrapposizione” e si sottolineano problematiche in cui può intervenire soltanto il legislatore in un inevitabile futuro-lontano.
Nel convegno tenutosi a Tor Vergata è stato presentato un elenco dettagliato di tali armi di distrazione. Incredibilmente, in questo convegno, non si è avvertita la necessità di un confronto tra perizia medico-legale e codice deontologico, nonostante la perizia sia fondamentale nella valutazione:
 della "colpa medica",
 della "diligenza",
 del regolato ed accorto comportamento del professionista,
 della scrupolosa attenzione ed adeguata preparazione professionale,
 della possibilità di distinguere se una prestazione implica la soluzione di problemi tecnici "di facile esecuzione” o di “speciale difficoltà”.

Con la diffusione del decreto del 1946 si realizzerà, inevitabilmente, un’involontaria coalizione tra diversi soggetti (medico chiamato in causa, paziente che ha perso la causa, strutture sanitarie se chiamate in causa) nei confronti di un unico Consulente responsabile della ripetizione di una medesima incongruità deontologica o di diverse incongruità nel corso di questi ultimi anni.

Le richieste di indennizzo da parte dei medici chiamati ingiustamente in causa potranno essere onerose.
Il Consulente maturo, meglio di altri, ha ben chiaro l’eccessiva durata delle cause e la conseguente possibilità di “lasciarle in eredità” ai congiunti. Possono derivare, nel Consulente, forti preoccupazioni e quel sentimento di paura presente nella Medicina Difensiva.
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