Medicina Difensiva. Filmato YouTube. Discussione 2

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Medicina Difensiva. Filmato YouTube. Discussione 2

Messaggioda eco_admin » 10/09/2015, 21:43

Pubblicata on line l’ultima versione di Lotta alla Medicina Difensiva 480 KB; autore Dott. Arnaldo Capozzi, Amministratore di medicinadifensiva.com.
Aggiornamento comprensivo dell'ultimo disegno di legge licenziato dalla Commissione Affari Sociali.

Anche qui la nostra proposta
Pagina FB Pazienti che hanno perso la causa o insoddisfatti della sentenza

Descrizione della nostra pubblicazione su YouTube:


... La nostra proposta è la revisione deontologica delle decine di migliaia di cause vinte da medico, perse dal paziente o concluse con la compensazione delle spese di lite.
Poiché si tratta di cause vinte dal medico, ovviamente, non stiamo parlando di malasanità.

Proponiamo la revisione deontologica del comportamento del consulente e del comportamento dell’avvocato usando la sentenza come puntello.

In caso di incongruità deontologiche nel comportamento del consulente, ad esempio, il paziente può chiedere la restituzione dell’onorario (1) e, qualora ciò non si realizzasse, potrebbe far seguire richiesta di interposizione all’Ordine dei medici (2).
Le contestazioni deontologiche nei confronti dei consulenti possono riguardare non solo quelle eventualmente presenti nella relazione peritale ma anche quelle di ordine medico presenti nella citazione dell’avvocato. In questo senso, è bene ricordare la “correttezza morale che fonda l’esercizio dell’attività medico legale” dell’art. 62 C.D. e “la solidarietà e la collaborazione con i colleghi” dell’art. 58 C.D.

Vi è un fatto rilevante da sottolineare: il consulente risponde, dal punto di vista deontologico, dell’eventuale mancato-parziale-tardivo rilascio della fattura (3).
Come già riferito, se alla richiesta di restituzione dell’onorario non seguisse riscontro, il paziente potrà chiedere l’interposizione al Consiglio dell’Ordine dei Medici.
L’Ordine delibera in tutti i casi in cui non vi è accordo tra le parti (4).
Il consulente si espone a sanzioni disciplinari che saranno certe in caso di mancato-parziale-tardivo rilascio della fatturazione.
La sanzione disciplinare rende problematica la carriera ospedaliera (vedi Codice Etico Comportamentale delle Asl) e difficilmente il consulente verrà nominato CTU. Al CTU è, infatti, richiesta la “specchiata moralità” (5).
In caso di sanzione disciplinare per il consulente, il paziente esigerà copia del relativo verbale dell’Ordine dei Medici da usare, eventualmente, per citare il professionista a giudizio. Verrà sottolineato il mancato e doveroso impiego della diligenza da parte del consulente e, questa volta, la richiesta potrebbe non essere soltanto la restituzione degli onorari ma riguardare tutte le spese sostenute durante il procedimento.

La revisione deontologica delle lettere e citazioni dell’avvocato potrebbe far nascere esposti all’Ordine professionale forense da parte del paziente e del medico vincitore della causa, sempre utilizzando la sentenza come puntello (3).

Consigliamo al medico che riceve la lettera dell’avvocato di parte, prima della mediazione obbligatoria, di far presente che le incongruità deontologiche presenti nella lettera saranno contestate a tutti i consulenti di parte. Qualora, durante la mediazione, i consulenti non dovessero prendere posizione, essi potrebbero essere oggetto di un procedimento civile per atteggiamento antigiuridico in riferimento all’obbligo di “rispetto reciproco” previsto dall’art. 58 del C.D. Clicca qui

Anche il medico può considerare l’ipotesi di richiesta di interposizione all’Ordine professionale per incongruità deontologiche presenti nel comportamento dei consulenti di parte. Le delibere possono essere utilizzate per citare i consulenti a giudizio.
Non è difficile ritenere che il consulente possa essere chiamato a rispondere di sospetto di dolo, con la possibilità di non essere coperto dalla propria assicurazione.

La revisione deontologica delle decine di migliaia di cause vinte dal medico, perse dal paziente o concluse con la compensazione delle spese di lite rappresenta una formidabile opportunità di lavoro per giovani avvocati che si prolungherà nel futuro quando si concluderanno le attuali decine di migliaia di cause.

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1) Il paziente può chiedere la restituzione dell'onorario

Ai pazienti-clienti che hanno perso la causa (comprese quelle concluse con la compensazione delle spese di lite) si consiglia di far verificare l’eventuale violazione degli obblighi professionali del proprio Consulente e, ai sensi dell’art. 76 delle Norme d’attuazione del Codice di Procedura Civile (Potere delle parti sui fascicoli), chiedere, ben articolando lo scritto, la restituzione degli onorari. In particolare, si esaminerà il comportamento deontologico.

2) … richiesta di interposizione all’Ordine dei medici.
La richiesta di interposizione avviene grazie all'art. 3, lett. g, della legge istitutiva D. Lgs. C.P.S. del 13 settembre 1946, n. 233.
Nell’art. 3, lett. g, si individuano le attribuzioni che spettano al Consiglio direttivo di ciascun Ordine e Collegio ovvero: “interporsi, se richiesto, nelle controversie fra sanitario e sanitario, o fra sanitario e persona o enti a favore dei quali il sanitario abbia prestato o presti la propria opera professionale, per ragioni di spese, di onorari e per altre questioni inerenti all'esercizio professionale, procurando la conciliazione della vertenza e, in caso di non riuscito accordo, dando il suo parere sulle controversie stesse”.

3) Il consulente risponde, dal punto di vista deontologico, dell’eventuale mancato-parziale-tardivo rilascio della fattura
Il Consiglio Nazionale Forense, con decisione n. 86/2014, ha ribadito orientamenti già recentemente espressi. L’avvocato risponde dell’eventuale mancato rilascio della fatturazione di parte dei compensi ricevuti e la tardiva regolarizzazione fiscale non esclude la rilevanza deontologica del suo comportamento.
Per lo stesso motivo, il Consulente risponde dell’eventuale mancato rilascio della fatturazione o della fatturazione di parte dei compensi ricevuti e la tardiva regolarizzazione fiscale non esclude la rilevanza deontologica del suo comportamento.
Il dovere di adempimento fiscale è finalizzato alla protezione del principio di solidarietà, principio comunque violato anche sotto l’aspetto della mancata contribuzione previdenziale. Prima dell’onorario e della ricevuta, il medico è tenuto a giurare di affidare la sua reputazione professionale esclusivamente alla sua competenza ed alle sue doti morali, così come riportato nell'aggiornamento del Giuramento di Ippocrate. Ebbene, il rilascio della ricevuta rientra nell'ambito delle doti morali che lo stesso giuramento collega alla competenza ed alla reputazione.
Il ravvedimento potrebbe influire soltanto sulla determinazione dell’entità della sanzione disciplinare.

4) L’Ordine delibera in tutti i casi in cui non vi è accordo tra le parti.
“… e, in caso di non riuscito accordo, dando il suo parere sulle controversie stesse”.

5) Al CTU è richiesta la “specchiata moralità” ai sensi dell'articolo 15 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile.
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